LA PARTE NORD-OCCIDENTALE DEL BOSCO DI SANTA MARIA (Santa Maria del Bosco-Michelina)

Quote delle località: Santa Maria del Bosco 821 m; Michelina 1050.
Dislivello in salita solo andata: 300 m circa.
Grado di difficoltà: T (turistico)
Tempo di percorrenza solo andata: 1.30 ore
Avvicinamento in auto: Da Serra San Bruno andare verso la Certosa. Dopo averla superata attraversare il ponte e subito girare a sinistra lungo la strada principale. Si passa accanto ai capannoni dell'azienda forestale La Foresta. La pista asfaltata perviene il Santuario di Santa Maria. Poco prima, sulla sinistra, ampi parcheggi dove lasciar l'auto.




Descrizione del percorso. Prendiamo come punto di riferimento il Laghetto San Bruno, artificiale, con la statua del santo certosino inginocchiata in segno di penitenza. Andare dietro lo specchio d'acqua, a destra rispetto alla nostra direzione di arrivo e imboccare il sentiero che si stacca ai margini dello spiazzo, che fin da subito viaggia tra faggi e abeti imponenti, accanto ad un ruscelletto (che sta sulla destra). Consiglio per un attimo di lasciare il sentiero per andare a vedere un faggio, poco sopra, sulla sinistra, decisamente straordinario. E' una tipica riserva biforcata e deforme, ma comunque molto bello.




Tornati sul sentiero si arriva presto a un guado. Prima di codesto un sentiero sale ripido a sinistra, che bisogna tralasciare. Attraversare, dunque, il ruscello e svoltare verso destra, lungo la via che, in lieve salita, raggiunge, brevissimanente, un ampio sterrato lastricato. Andare a destra. Tutt'intorno un bel bosco di abeti bianchi misti a qualche castagno, faggi e abeti rossi. 



Prima di giungere a dei capannoni, che fanno parte della già citata azienda forestale La foresta, girare liberamente a sinistra. Attraversare un piccolissimo ruscello e si intercetta subito un altro sterrato, sempre proveniente dai capannoni, e che bisogna seguire al contrario rispetto a codesti. Immediatamente un bivio, dove si continua a sinistra, in leggera salita. Tratto questo sottoposto, purtroppo, da continui tagli, sia di ceduo di castagno che di abete bianco, Tralasciare la deviazione a sinistra e proseguire diritto. Non tener conto nemmeno della successiva deviazione, sempre a sinistra, e girare ad angolo acuto a destra, lungo la via principale. Si entra così un in recente taglio di alberi di castagni cedui. 
Alla fine del taglio andare a sinistra, tralasciando la deviazione a destra.


Tutt'intorno adesso abeti bianchi, anche grandi esemplari, faggi e castagni. Si prosegue sempre in una continua e leggerissima pendenza. Al bivio prendere a destra il sentiero meno battuto, in esigua discesa, insito di un bosco di abeti più fitto. 


Superato un torrentello, che si attraversa mediante un ponte, nel punto in cui il sentiero medesimo si perde, puntare a sinistra, liberamente, la pendice della montagna, fino ad intercettare una pista molto battuta. Memorizzare bene il posto per non sbagliarsi al ritorno (attualmente è presente un nastro segnaletico bianco e rosso). Procedere a sinistra. Da questo momento andare sempre lungo codesto sterrato, che si inoltra verso il crinale maestro, spartiacque fra bacino ionico e tirrenico, in un bosco di abeti bianchi che va a mutarsi in pineta di pino laricio silano. Al bivio con sbarra si può concludere la passeggiata.